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lunedì 25 novembre 2013

Convenzione Nazionale PD - Roma 25 Novembre

Sala gremita all'hotel Ergife di Roma ieri, domenica 24 novembre. Ad affollarla ospiti e delegati provinciali dei candidati alla segreteria del Partito Democratico.
Anche Pina D'Angelo, del circolo PD di Limatola, quale delegato della mozione Cuperlo, ha partecipato ed incontrato i candidati alla segreteria: Renzi, Cuperlo, Civati e Pittella,  quest'ultimo escluso dalla competizione dopo i risultati elettorali dei circoli della settimana scorsa.
Ci racconta che all'arrivo l'emozione è tanta, sono presenti quasi tutti i big del partito, sia sul palco sia in platea, tra la gente.
I discorsi dei candidati si susseguono, parte Pittella, a seguire Civati che richiama il PD al rigore ad al fatto di avere più orgoglio e coraggio nel fare le cose.
E' la volta di Gianni Cuperlo. Un discorso toccante, che mostra dall'inizio il lato umano di quella sinistra fiera e forte che non deve e non vuole arrendersi, che sa dove ha sbagliato e come porre rimedio.
Bacchetta l'Europa la cui politica dell'austerità ha portato all'impoverimento degli Stati. "La crescita, dice, non si ottiene con più tasse ma creando lavoro che spinge la domanda".
"Dobbiamo convincere l'Europa a riscrivere il copione, noi non siamo in svendita, l'Italia non è il discount dell'Europa. Tassiamo le rendite finanziare che sono le meno tassate in Europa e non diamo la colpa ai pensionati, ai partiti o ai sindacati. E' facile dire che si vuole cambiare senza però dire questo paese dove lo vuoi portare."
"Noi siamo la sinistra non la parte buona della destra", un secondo attacco quindi a Renzi.
"Gli applausi della platea si fanno sentire e con forza, Cuperlo scalda i cuori come i vecchi leader di sinistra, quelli che quando parlano ti creano un vuoto nello stomaco e ti fanno venire la pelle d'oca", così lo descrive D'Angelo.
E' la volta di Matteo Renzi, che per niente intimidito dall'ovazione per Gianni Cuperlo inizia a parlare di democrazia, presente solo nel partito democratico ed attacca il chiaro disegno che si svela dalla destra.
"FI, Ncd, la Lega, fratelli d'Italia, hanno il chiaro intento di accordarsi per accontentare tutti , dice, e tentare magari di vincere le prossime elezioni contro la sinistra."  Renzi si mostra preoccupato davanti a questa alleanza che non potrà MAI fare qualcosa di buono per il nostro paese, "sono sempre quelli preoccupati più alla poltrona che al resto, è una forza senza ideali ed intrisa di populismo e demagogia".
Infine, Renzi, passa come suo solito ad elencare i tanti punti sui quali intende intervenire sin da subito:
Riforme istituzionale, in primis la legge elettorale (hanno esortato il suo cambiamento anche Civati e Cuperlo), Riforme Occupazionali e riforma dell'impianto Scolastico.
Conclude, richiamando quanto fatto poco prima dai suoi predecessori, chiedendo un dimezzamento dei costi della politica e di stabilire un tetto massimo per i manager pubblici.
I lavori della convenzione si chiudono augurando buon lavoro a tutti in vista delle primarie del prossimo 8 dicembre.

"Le impressioni, subito dopo i discorsi dei candidati, sono le stesse credo quasi per tutti, dice D'Angelo, lo si capisce dagli sguardi e da quello che si mormora.
Il discorso di Cuperlo è stato un chiaro e forte intervento da parte di chi ha tutte le carte in regola per fare il segretario di un partito. Tocca temi importanti, approfondendone i contenuti e non lanciandoli lì tanto per far numero. Parla di storia tracciandone le linee per ricollegarsi ad eventi attuali quali il rispetto per il territorio, la Sardegna, Lampedusa ed il femminicidio.
Di Renzi, invece, dopo dieci minuti, hai la chiara impressione che questo ragazzo scaltro ed intelligente può fare tutto, può fare tanto, ma non ancora il Segretario di un grande partito. Sembra che si sia candidato apposta per dimostrare a tutti che lui se vuole ce la può fare, ma personalmente non credo che questa sia la strada giusta da seguire.
Parla da giovane, fa battute con il pubblico, critica gli altri ed a tratti è anche un pò populista, sembra di sentire Grillo solo un pò più giudizioso e meno volgare.
"Speriamo che vinca non il migliore ma colui il quale riesca a fare il meglio per il partito e per l'Italia."



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